Gli incivilitaliani

Se c’è una cosa che non tollero è l’inciviltà, ogni volta che guardo il telegiornale mi devo calmare facendo i respiri zen per non rischiare di dar di matto e inveire contro il televisore come faceva mia nonna quando vedeva i politici che le stavano antipatici. Non riesco a vedere i servizi che mettono in risalto il degrado civile nel quale viviamo, che creiamo di nostro pugno ogni volta che gettiamo un mozzicone di sigaretta dal finestrino o lanciamo una carta per terra.

Ci vuole tanto a buttare le cose nei cestini? Ok che le prime a essere incivili sono le città. Ho tenuto carta in mano per chilometri prima di trovare un cestino della spazzatura comunale, mi è successo molto molto spesso in passato, e capisco che ci si possa stancare di vagare per la strada con le tasche piene di schifezze da gettar via non si sa mai quando.

Però c’è un limite. L’altro giorno sono andata a buttare la spazzatura, per la precisione devo buttar via solo la plastica dato che il resto dei rifiuti me li vengono a prendere a casa per la raccolta differenziata, e ci ho trovato di tutto alla campana di raccolta. Sacchetti con qualsiasi cosa dentro, buste dei fast food, addirittura un passeggino leggero di quelli di ultima generazione, che sono sicura sarebbe stato molto più utile a una famiglia in difficoltà, piuttosto che alla campana del multimateriale.

Non capisco, un tempo si buttava di tutto per terra perché i cassonetti traboccavano a causa dei disservizi. Adesso la spazzatura ce la vengono a prendere a casa suonando, quasi, al campanello, per quale motivo non riusciamo a tenere pulite le nostre città? Perché non riusciamo a rispettarle e a rispettare noi stessi, dato che a dover condividere uno spazio sporco siamo praticamente tutti?


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