06-08-2008 | ore 10:43 -
SPETTACOLI
Sul palco di Fiesta c'è Toquinho quel brasiliano gentile che porta Roma nel cuore
MARCO MOGETTA
Tanto tempo fa, nella casa di un molisano espatriato in Brasile, il giovane figlio di questo trova una chitarra impolverata, dimenticata da una cugina che aveva scelto di percorrere la via del pianoforte. Appena sfiorate le corde, il ragazzo si sente attraversato da una vibrazione positiva, che si impadronisce della sua vita per non lasciarlo mai più. È in quel momento esatto che ha inizio la carriera di Toquinho, lo straordinario musicista brasiliano che, da oltre quarant'anni, domina le scene ai massimi vertici della musica mondiale. Dopo Spagna, Florida e Sud America, il tour di Toquinho tocca finalmente l'Italia, per concludere nella capitale il ciclo dei grandi appuntamenti di Fiesta, la manifestazione che continuerà comunque fino alla metà del mese.
Per Toquinho l'Italia è da sempre quasi una seconda patria, sia per l'affetto manifestato dal pubblico nei molti anni di successi, che per i molti lavori realizzati con gli artisti di casa nostra, dai dischi incisi con Ornella Vanoni negli anni Settanta, alle collaborazioni con Sergio Leone, Endrigo, e perfino Ungaretti, dall'esecuzione in portoghese della canzone di Paola Turci "Ringrazio Dio" al Festival di Sanremo del 1990, al tour di Grazia Di Michele di cinque anni fa. Dopo aver attraversato il tempo, ed avere contribuito alla formazione della musica contemporanea, e dopo le esibizioni di fronte a centinaia di migliaia di spettatori, come nel concerto di Roma del 2004 con Gilberto Gil, in occasione del quale definì la Capitale «la più bella città d'Europa e forse del mondo», o nel Capodanno di Bahia da mezzo milione di persone, Toquinho ha ancora qualcosa di nuovo da dire, e lo dimostra il progetto dell'album inedito che dovrebbe vedere la luce alla fine del 2008, realizzato con il contributo di Antonio Skármeta.
L'inizio della cooperazione con il celebre scrittore cileno, divenuto famoso anche in Italia con il romanzo "El cartero de Neruda", da cui venne tratto il film "Il Postino" interpretato da Massimo Troisi, risale al 2007, periodo in cui Toquinho si esibisce per promuovere il libro biografico "Toquinho 40 Anos de Música", realizzato dal fratello João Carlos Pecci. L'attesa per questo nuovo lavoro è grande, come è grande l'entusiasmo che il cantautore di San Paolo sta riscontrando nel tour che lo sta riportando in giro per il mondo. In questa nuova avventura, oltre ad un repertorio che va dal classico al leggendario, dalla musica al teatro, si sente l'influenza del recente "50 Anni di Bossa Nova", lavoro cui hanno aderito molti big della scena brasiliana. Tra i fondatori del genere più carioca di tutti, c'era quel Vinicius de Moraes con cui Toquinho divise il palco per più di mille volte, e che oggi nei suoi concerti, è solito ricordare «ringraziando la presenza delle persone che sono qui sul palco con me.... e una persona, una persona speciale, è vicino a me più di tutte le altre. Lui che fu mio figlio e padre, fratello e amico»
Fiesta, ippodromo di Capannelle, via Appia Nuova 1245, euro 15
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